Come creare un piano editoriale SEO per il tuo blog?
Cos’è e a cosa serve un piano editoriale (PED) o content plan strutturato con logiche SEO. Tutti i passi da seguire per raggiungere gli obiettivi del tuo blog.
Indice
- Cos’è un piano editoriale (PED)?
- Quali sono gli obiettivi di un blog?
- Strutturare il piano editoriale in ottica SEO
Cos’è un piano editoriale (PED)?
Il piano editoriale (PED) o content plan è la pianificazione dei contenuti che verranno pubblicati sul tuo sito, blog o canali social in un periodo di tempo, di solito i prossimi 3, 6 o addirittura 12 mesi.
Anche se ci sono vari tool che possono essere utilizzati per creare il piano editoriale, il modo più semplice e funzionale per realizzarlo è quello di creare un foglio di calcolo in cui elencare i titoli degli articoli da scrivere in associazione con informazioni utili relative ad ogni titolo, ad esempio:
- categoria;
- sottocategoria;
- data di pubblicazione prevista;
- autore;
- customer persona;
- link interni.
Può essere utile anche realizzare una mappa mentale per tenere traccia delle relazioni degli articoli tra loro e con la categoria di riferimento in modo da non perdere mai la bussola, soprattutto quando il progetto editoriale comincia ad avere una certa dimensione.
A cosa serve il content plan?
In due parole: serve a raggiungere gli obiettivi che ti sei prefissato col tuo blog e a non perderli di vista.
Gli anni 90 sono tramontati e con essi la visione del blog come diario personale sul quale si pubblica il pensiero del giorno. Oggi il blog è uno strumento fondamentale di ogni content strategy, viene utilizzato da aziende e professionisti sia in ambito B2C che B2B.
Sviluppare un blog è un’attività impegnativa e onerosa, per questo è importante definire con chiarezza quali sono gli obiettivi da raggiungere: non puoi permetterti di andare a braccio.
Un content plan ben fatto ti aiuta a evitare due errori molto comuni:
- Il primo è quello di generare contenuti senza una pianificazione o una strategia. Questo può portare ad avere un blog senza un filo logico, con scarsa coerenza interna.
- Il secondo errore è quello di non avere nulla di pianificato e di aspettare che arrivi l’ispirazione prima di iniziare a scrivere, col rischio di arenarsi e non pubblicare con costanza.
Creare un piano editoriale ti aiuterà invece ad essere più coerente nelle pubblicazioni e a sfruttare i momenti di ispirazione.
Quali sono gli obiettivi di un blog?
- Branding: fare tante visite, in modo da portare il tuo brand sulla bocca di tutti.
- Aumentare l’autorevolezza del tuo brand: qualificarti come il massimo esperto del tuo settore.
- Lead generation: aumentare le persone che si iscrivono alla tua newsletter, che richiedono una demo, che ti contattano per avere informazioni.
Strutturare il piano editoriale in ottica SEO
Gli strumenti che la Search Engine Optimization (SEO) ci mette a disposizione sono utilissimi per creare un piano editoriale che abbia successo e ti aiuti a raggiungere i tuoi obiettivi – nella probabile ipotesi che il tuo target utilizzi Google per trovare le risposte che cerca.
Perché è importante sfruttare la SEO per creare il content plan del blog? Perché è la disciplina che ti permette di conoscere le reali ricerche, domande, dubbi che le persone (il tuo target) si fanno relativamente ai tuoi argomenti di riferimento.
Il rischio di non farsi guidare dalla SEO è quello di riempire il tuo blog di articoli che non interessano a nessuno.
Quali domande devi porti?
Le prime domande da porsi per creare un content plan sono semplici, apparentemente:
- Quale sarà l’argomento principale (anche detto topic) del tuo blog?
- E i macro argomenti secondari?
Suggerimento: non andare troppo nel dettaglio, un argomento principale e 4 o 5 argomenti secondari sono in genere più che sufficienti.
Questa semplice struttura a stella sarà l’ossatura portante del tuo blog.
Ricerca keyword e analisi degli intenti di ricerca
Una volta definite le categorie, potrai buttarti a capofitto nella ricerca keyword, o meglio: le ricerche keyword, perché probabilmente ad ogni argomento individuato dovrà corrispondere una ricerca keyword dedicata.
Che cos’è una ricerca keyword?
La ricerca di parole chiave consiste nello scaricare da vari strumenti, analizzare e catalogare tutte le ricerche che le persone fanno su Google relativamente al tema che ti interessa, ovvero il tuo topic.
Quello che otterrai sarà un elenco di ricerche (keyword o query) in riferimento ai loro volumi di ricerca su Google, utili per articolare meglio le categorie e le sottocategorie del tuo blog e per definire e quindi redigere gli articoli da inserire nel content plan.
Come avrai cominciato a intuire, questo strumento può rivelarsi una miniera d’oro per il tuo blog!
Se non sei un professionista del settore, non entrare nel panico: è normale che tu non sappia da che parte cominciare!
Rivolgiti a un SEO specialist, che potrà supportarti in questa fase delicata e importante.
Con la ricerca keyword ragionata e categorizzata da una parte, unita all’esperienza sulla materia che, chi apre un blog su un certo argomento, deve sicuramente avere, puoi metterti all’opera per snocciolare i titoli del tuo content plan.
La keyword principale
Focalizza ogni titolo intorno a un argomento ben preciso, che per semplicità identifichiamo con la keyword principale.
Concentrati sull’intento di ricerca: che risposta si aspetta di ricevere la persona che fa una certa domanda?
Queste semplici direttive sono fondamentali per creare un titolo e, di conseguenza, un contenuto che il tuo target amerà, perché risponde alle sue esigenze, che siano informative, transazionali o navigazionali.
Le keyword secondarie
Ogni argomento può essere dettagliato e articolato in maniera più o meno fine: le keyword secondarie, cosiddette di coda lunga (molto articolate e con volumi di ricerca bassi), servono proprio a questo.
Usale per suddividere ogni articolo in paragrafi e sottoparagrafi, in modo da affrontare efficacemente tutti i punti che sappiamo (perché ce lo dice la ricerca keyword) stare a cuore al tuo pubblico.
Oltre al titolo quindi, nel tuo content plan puoi inserire anche i titoli H2 dei paragrafi che il copywriter dovrà sviluppare, in modo da dargli un’indicazione precisa circa quello che l’articolo deve contenere.
Il copywriter dovrà quindi essere libero di fare le sue scelte e fare ricorso alla sua creatività, ma se c’è un argomento che deve essere trattato glielo dobbiamo dire.
Suggerimento: mettici del tuo, non ti accontentare di quello che ti suggerisce la SEO: tieni presente che le informazioni che la SEO offre sono potenzialmente a disposizione anche dei tuoi competitor (se hanno un esperto SEO bravo come il tuo).
Solo attingendo alla competenza sull’argomento del blog possiamo creare un contenuto davvero unico, con una marcia in più, che sarà utile agli utenti e al business.